.::: James Bond - La Storia :::.
La produzione a fumetti di James Bond nasce pochi anni dopo i successi dei romanzi di Ian Fleming ed è sempre stata limitata alle strisce. Ma Bond a fumetti in realtà nacque per necessità: infatti Londra voleva contrastare il successo delle strisce americane di "Rip Kirby", un detective colto, plurilaureato, elegante nel portamento e compassato nell’azione, e chi meglio di una spia inglese poteva farlo? Così nel 1957 uscirono le strisce giornaliere di "Casinò Royale" sulla rivista londinese Daily Express. Le strisce di James Bond riscossero subito molto successo in Inghilterra, ma, visto che i costi da sostenere per la presa dei diritti erano stati abbastanza elevati, gli editori chiesero di pubblicare delle storie lunghe, anzichè delle strisce giornaliere, per far sì che riuscissero a coprire le suddette spese, quindi in poche parole, gli editori volevano, giustamente, che le entrare superassero le uscite. Successivamente il personaggio di Bond venne affidato alle meticolose mani di John McLusky, un disegnatore molto esperto, che prima di iniziare la sua carriera come grafico di James Bond, insegnava in college. Inizialmente McLusky fu aiutato nella produzione del fumetto dal redattore letterario del Daily Express, Antony Hern; poi a questo subentrò Henry Gammidge, che si curò dei testi delle varie storie. L'ex-insegnante si dimostrò subito in grado di svolgere il ruolo che gli era stato affidato, grazie soprattutto al suo particolare stile: con una meticolosità ai limiti dell'immaginazione, con una straordinaria cura dei più piccoli particolari, con un tratto molto netto, tagliente e fluido, con una capacità di rendere i volti dei personaggi espressivi molto curata, McLusky riesce a dar vita al primo 007 a fumetti e riesce anche a farne un personaggio simbolo dell'Inghilterra.
Purtroppo nel 1961 la pubblicazione a fumetti di James Bond venne interrotta per mancanza di materiale: erano infatti già ridotti a fumetti e già pubblicati tutti i romanzi di Fleming ed anche alcuni racconti brevi. Lo scrittore intanto continuò a scrivere e diede vita a due romanzi, subito pubblicati nel 1963 a fumetti sul Daily Express, che vedeva ancora McLusky a capo della direzione artistica. In questo anno il disegnatore ritoccò i tratti del volto di Bond, e lo rese più somigliante a Sean Connery, che in quel periodo interpretava il ruolo della spia inglese nei film di 007. Ma gli imprevisti non finirono qui: infatti nel 1964 la serie fu nuovamente interrotta, ancora una volta per mancanza di materiale e McLusky decise di lasciare la sua carriera di disegnatore per occuparsi di altri suoi interessi. L'anno successivo (1965) la serie venne ripresa e il Daily Express assunse come nuovo disegnatore Yaroslaw "Larry" Horak, affiancato nella produzione da James Lawrence. I due esordirono riducendo a fumetti "The Man With The Golden Gun" ("L'Uomo Dalla Pistola D'Oro"): Horak con il suo stile completamente diverso da quello del suo predecessore, cambiò in parte il volto di Bond, anche se era ancora riconosibile. Il suo tratto è più deciso e i lineamenti del volto della spia sono più completi, inoltre cura di più i particolari, anche quelli di scarsa importanza, così che il suo stile sembra quasi cinematografico. Lawrence da parte sua aiutò a dare vivacità alle strisce di Horak.
Dopo "L'uomo dalla pistola d'oro" il materiale cominciò nuovamente a scarseggiare: infatti Fleming era morto e tutti i suoi romanzi erano stati già ridotti a fumetti e pubblicati. Perciò Lawrence decise di adattare i rimanenti romanzi brevi, e quando finirono anche quelli, uscì "The Spy Who Loved Me" ("La Spia Che Mi Amava") di cui Lawrence completò la seconda parte inventandola. L'episodio piacque e Lawrence ebbe l'autorizzazione di scrivere altre storie e così la serie continuò ad essere pubblicata. In Inghilterra oggi tutte le strisce di Bond sono state ristampate e ogni episodio completo confluisce in un volume cartonato, fatto con molto buon gusto. In Italia invece James Bond non viene più ristampato ed è fuori mercato da ormai molto tempo; negli anni '60 alcune riduzioni per fumetti uscirono a puntate su "L'Intrepido", un giornale per ragazzi , a cui faceva concorrenza "Il Corriere Dei Piccoli", degli anni '50-'60.

